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La nostra storia

Dal 1974, un luogo di dialogo, ricerca e libero confronto nel cuore della Valtellina.

 

Le nostre radici

La storia del Centro Evangelico di Cultura di Sondrio affonda le proprie radici nella presenza protestante in Valtellina, una vicenda segnata da incontri, confronti e conflitti che hanno attraversato la storia religiosa e culturale del territorio.

Nel XVI secolo, a partire dal 1520 la Valtellina contava circa il 10 % della popolazione (c’è chi parla di quattromila evangelici, di cui ottocento nella sola città di Sondrio, ma non sono dati facilmente verificabili). Questa presenza venne drammaticamente interrotta dalle persecuzioni del 1620 e dalle successive disposizioni del Capitolato di Milano del 1639, che impedirono agli evangelici di risiedere stabilmente nella Valle.

Con la scomparsa delle comunità protestanti venne meno anche una componente della pluralità religiosa e culturale che aveva caratterizzato la Valtellina nei secoli precedenti.

Soltanto nell'Ottocento, nel clima di rinnovamento politico e religioso del Risorgimento italiano, la predicazione evangelica poté tornare a diffondersi liberamente. Anche a Sondrio nacque una comunità evangelica, che successivamente aderì alla Chiesa Metodista d'Italia.

La comunità, composta da alcune famiglie sondriesi, si riuniva per il culto in una piccola sala nel rione Baiacca e per decenni mantenne un legata con la Chiesa Metodista di Milano, riceveva anche l'assistenza pastorale delle Chiese riformate della Bregaglia e della Val Poschiavo.

Con il passare degli anni emerse l'esigenza di una sede più ampia, capace di accogliere non soltanto la vita religiosa della comunità, ma anche iniziative culturali aperte alla cittadinanza.

Fu così che, grazie all'impegno dell'Ente di aiuto protestante dei Grigioni e all'iniziativa del pastore Scopacasa, venne acquistata la sede di via Malta 16.

La nascita del Centro Evangelico di Cultura

Nel febbraio del 1974 veniva inaugurato il Centro Evangelico di Cultura di Sondrio con una conferenza del professor Paolo Ricca dedicata al tema dell'identità protestante.

La nascita del Centro rappresentava qualcosa di più dell'apertura di una nuova sede per la comunità evangelica: esprimeva il desiderio di contribuire alla vita culturale della città, offrendo uno spazio di incontro tra persone, confessioni religiose e sensibilità differenti.

In un territorio profondamente segnato dalla memoria dei conflitti confessionali, l'iniziativa avrebbe potuto essere interpretata come un tentativo di riconquista religiosa o di rivincita storica. Il pastore Scopacasa, in occasione dell'inaugurazione, volle chiarire esplicitamente le intenzioni del progetto:

«L'apertura di un Centro evangelico di cultura nel capoluogo della Valtellina non nasconde – come forse qualcuno può pensare – propositi di proselitismo protestante. Essa non cela neppure meschini propositi di rivincita confessionale in questa zona che, nel XVII secolo, è stata teatro di una tremenda e sanguinosa repressione antiprotestante. Sia ben chiaro che per noi il passato è “passato” ed è unicamente sotto il giudizio e la grazia di Dio».

La memoria del passato non doveva dunque alimentare nuove contrapposizioni, ma diventare occasione di conoscenza reciproca e di confronto.

Lo stesso Scopacasa riassumeva così la vocazione del nuovo Centro:

«Il Centro nasce da una sentita esigenza di dialogo, di ricerca e di libero confronto sia tra gli stessi evangelici, sia con i cattolici che con altre forze culturali».

Queste parole continuano a esprimere il significato della nostra presenza a Sondrio.

Un luogo di dialogo e di cultura

Fin dalla fondazione, il Centro ha promosso conferenze, incontri pubblici e iniziative culturali dedicate alla teologia, alla storia, alla società e alle grandi questioni del presente.

La sua attività si è sviluppata in una prospettiva ecumenica e interdisciplinare, favorendo il confronto tra le diverse tradizioni cristiane, il dialogo interreligioso e l'incontro con le molteplici espressioni della cultura contemporanea.

Accanto alla diffusione della cultura biblica e teologica e alla conoscenza del pensiero evangelico, il Centro ha sempre riservato particolare attenzione ai temi di attualità, nella convinzione che la riflessione religiosa non possa essere separata dalle domande e dalle responsabilità della vita quotidiana.

Un posto significativo è stato occupato dalla ricerca storica, soprattutto in relazione alla Riforma protestante e alle vicende religiose della Valtellina e dei Grigioni.

Tra le iniziative più importanti ricordiamo il convegno del 1989, «Religione e società nei Grigioni: Valtellina e Valchiavenna tra '500 e '600», che vide la partecipazione di autorevoli studiosi italiani e i cui atti furono pubblicati dall'editore Franco Angeli.

A questo percorso appartiene anche la giornata di studio dedicata ai «Conflitti confessionali all'epoca di Nicolò Rusca», un'occasione per approfondire la complessità della storia religiosa locale e riconoscere la ricchezza culturale che caratterizzava il territorio prima della frattura confessionale del Seicento.

Nel corso dei decenni, la sala del Centro ha inoltre accolto associazioni, movimenti e iniziative culturali che cercavano uno spazio nel quale incontrarsi ed esprimersi liberamente.

Il CEC ha così cercato di essere non soltanto un luogo nel quale proporre cultura, ma anche uno spazio a disposizione della città e delle sue diverse realtà associative.

 

Una memoria da custodire e condividere

Le numerose iniziative promosse dal Centro nel corso della sua storia hanno prodotto un patrimonio di riflessioni, interventi, registrazioni e documenti che desideriamo preservare e rendere accessibile.

La biblioteca del CEC ha svolto un ruolo importante nel favorire la conoscenza della cultura evangelica e nel mettere a disposizione strumenti di approfondimento biblico, teologico e storico.

Il nostro sito prosegue questa vocazione, offrendo uno spazio digitale nel quale conservare e condividere i materiali prodotti nel corso degli anni.

L'archivio comprende testi e registrazioni audio delle conferenze, documenti di interesse storico e culturale e materiali dedicati alla storia della Riforma e della presenza evangelica in Valtellina.

È un patrimonio che desideriamo mettere a disposizione non soltanto di chi frequenta il Centro, ma anche di studenti, ricercatori e di tutte le persone interessate ad approfondire questi temi.

 

Una storia che continua

La vocazione che ha accompagnato il Centro fin dalla sua fondazione continua a orientarne il cammino. Fin dal 1974, desideriamo che il CEC sia uno spazio nel quale la cultura evangelica possa incontrare altre tradizioni, discipline e sensibilità, contribuendo alla riflessione pubblica e alla vita del territorio.

La riqualificazione della sede di via Malta 16, concepita nell'ambito delle celebrazioni per il giubileo del 2024, ha trovato compimento nella riapertura alla città del 3 ottobre 2026, segnando l'inizio di un nuovo capitolo di questa storia.

Gli ambienti sono stati ripensati per renderli più accoglienti, flessibili e aperti a molteplici forme di partecipazione: dallo studio individuale agli incontri pubblici, dalle attività artistiche ai momenti di convivialità. Non si tratta soltanto di rinnovare uno spazio, ma di dare nuove possibilità a una vocazione che attraversa ormai più di cinquant'anni di storia.

Continuare a essere un luogo nel quale incontrarsi, interrogare il presente e costruire insieme nuove possibilità di dialogo e di pace.

 

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