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Inaugurazione 2026

Riaprire le porte, riprendere il cammino  

🗓️ Sabato 3 ottobre 2026 | dalle 16.20  

📍 Centro Evangelico di Cultura , via Malta 16 - 23100 Sondrio  

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Dopo un anno di lavori, il Centro Evangelico di Cultura di Sondrio torna ad aprire le porte della sua sede di via Malta 16. Porte che raccontano una storia iniziata più di cinquant’anni fa, nel febbraio del 1974, quando Paolo Ricca e Franco Scopacasa inauguravano il CEC nel segno del dialogo, della ricerca e del libero confronto. In una terra segnata dal Sacro Macello del 1620 e dall’espulsione della presenza evangelica, il Centro nasceva non come luogo di rivincita, ma per restituire spazio alla pluralità. Una vocazione rimasta viva nel tempo e che il 3 ottobre tornerà ad abitare gli spazi rinnovati attraverso una giornata di memoria, arte, teologia e musica.  

Anche il restauro è stato pensato a partire da questa vocazione. Il progetto ha immaginato uno spazio multifunzionale, capace di cambiare insieme alle persone e alle attività che lo abitano. Il disegno astratto e curvilineo del nuovo pavimento non definisce percorsi obbligati, ma invita a muoversi, sostare, immaginare: anche la forma dello spazio vuole concorrere a suscitare creatività in chi lo frequenta.  

Così, dopo una performance o tra una prova teatrale e l’altra, i "Fili d'erba" potranno sedersi liberamente a terra; qualcuno potrà studiare nel piccolo salotto, fermarsi per un tè o un caffè sul terrazzino, incontrare altre persone o semplicemente trovare un luogo in cui sostare. E poi, quando arriverà il sabato di una conferenza, lo stesso spazio potrà raccoglierci tutti intorno a studiose, studiosi e specialisti capaci non soltanto di trasmettere conoscenze, ma di rivolgerci una domanda e una vocazione comune: come prenderci cura del territorio che abitiamo?  

Il restauro, in questo senso, non ha cercato semplicemente di rendere più bello il CEC, ma di renderlo più abitabile, permeabile e generativo: uno spazio nel quale studio, incontro, arte, convivialità e pensiero possano continuamente lasciare posto l’uno all’altro.  

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La giornata inizierà alle 10.30 in Piazza Garibaldi con una passeggiata Sulle orme antiche dei protestanti di Valtellina, un itinerario nella memoria evangelica di Sondrio guidato da Jan-Andrea Bernhard e Silvia Perlini, con la collaborazione di Federico Zuliani.  

Alle 16.20 sarà il momento di tornare ad abitare il CEC. Emanuele Campagna, direttore del Centro Evangelico, aprirà le porte del CEC ai convenuti della comunità sondriese locale e alle istituzioni presenti: il taglio del nastro segnerà ufficialmente la riapertura della sede. Durante il rinfresco sarà possibile visitare la mostra di Lorenzo Puglisi, esposta dal 1° ottobre, e incontrare il teologo Vittorio Secco. Due sguardi, quello dell’arte e quello della teologia, intorno a una domanda: la Croce di Cristo può essere ancora un criterio per leggere il mondo?  

La giornata continua alle 20:30 all’Auditorium Torelli (via Don Lucchinetti 3) per l'ultimo atto di questo tempo di inaugurazione, che sarà un intreccio di musica e Parola. Ingresso libero!   

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ll concerto del  Seraphims Gospel Choir,  diretto da Monica Izzo, con Moria Teresa Moretta al violino, assumerà la forma di una liturgia culturale. Due presentatori Nicola Mariani, teologo protestante, e Veronica Maria Battistelli, monaca benedettina, daranno voce a un racconto che ci trasporterà all'indomani dei fatti di Pasqua sulla via di Emmaus, lì due discepoli afflitti incontrarono il Risorto, qui altri due discepoli ci fanno incontrare le scritture bibliche per spiegarcele alla luce della Pasqua di Risurrezione.

  

«Ti ricordi quando…?» sarà la domanda che accompagnerà il percorso. Attraverso dieci tappe, musica e parola faranno riaffiorare figure e racconti della memoria biblica, dall’Antico Testamento fino alla loro rilettura all’ombra della Croce. Il gospel non sarà dunque una semplice cornice musicale, né la Parola un’interruzione del concerto: insieme costruiranno un unico racconto, nel quale memoria biblica e interrogazione teologica potranno incontrarsi.  

Il 3 ottobre non sarà soltanto il giorno in cui torneremo ad aprire una porta. Sarà un altro passo di un cammino iniziato nel 1974, con lo stesso desiderio di incontrarsi, interrogarsi e costruire insieme uno spazio di dialogo.  

Sarà questo il modo con cui vorremmo riaprire il CEC: con la gioia di una porta finalmente aperta e di una casa nuovamente abitata. Una giornata nella quale camminare insieme per la città, incontrarsi, condividere il cibo, sostare davanti all’arte, ascoltare parole e musica. Non soltanto per celebrare ciò che è stato fatto, ma per scoprire ciò che, da questa riapertura, può ancora cominciare.  

Perché riaprire le porte significa riprendere il cammino.  

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